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Titolo: Monkey see, monkey do
Fandom: Castle
Personaggi: Beckett, Castle, una scimmia
Parole: ~700
Rating: PG
Avvertimenti: nessuno
Riassunto: Il problema di Castle è che lo scrittore è prone agli eccessi. Il problema di Beckett è che lei ci si sta abituando.
Beta: nessuno
Note: Scritto per la scimmia del primo Zodiaco!challenge (catastrofe) @ [livejournal.com profile] fiumidiparole.



Il problema di Castle è che lo scrittore è prone agli eccessi. Lui è una persona eccezionale, su questo non c'è dubbio, ma proprio per questo la vita di tutti giorni lo annoia, e vorrebbe che anche il resto del mondo fosse eccezionale e straordinario. Di conseguenza, con lui tutto è esagerato. L'annuncio di un nuovo film di James Bond è fantastico. Il nuovo panino farcito del bar all'angolo è strabiliante. Una macchiolina di caffè sulla camicia è una catastrofe. E così via di seguito.

Beckett è molto più prosaica. Lei si è dovuta fare strada in un dipartimento ancora in maggioranza dominato dagli uomini, in un settore in cui non c'è mai niente di regalato. Tutto quello che ha ottenuto, l'ha ottenuto con giorni, mesi, anni di duro lavoro. Non è incline a voli di fantasie.

Lei ci ha provato, ad abituarsi alla presenza di Castle. All'inizio non è stata facile, lo scrittore è il suo completo opposto, vive nel mondo dei ricchi privilegiati che hanno una Ferrari e si impicciano di crimini nel tempo libero... o almeno questa era stata la sua impressione iniziale. Col tempo ha imparato ad apprezzare le osservazioni apparentemente casuali di Castle e i suoi occasionali lampi di genio. Castle è un disastro con i casi di routine, quelli in cui bisogna passare al setaccio un intero quartiere o leggere centinaia e centinaia di pagine di verbali per arrivare alla soluzione... ma con i casi eccezionali, dargli retta dà spesso buoni frutti.

È per questo che Beckett non dà immediatamente in escandescenze quando Castle le porta una scimmia in commissariato. Osserva l'animale, aggrappato al petto di Castle come il bebè più brutto del mondo, e si siede alla propria scrivania, controllando prima che la scimmia non abbia lasciato un regalino sulla sua sedia.

"Castle, non so se chiamare prima il controllo animali per la scimmia oppure il manicomio per te," dice.

"Salve anche a te, detective Beckett," Castle risponde, ignorando la sua frecciatina. Sorride a trentadue denti e le indica la scimmia con un gesto svolazzante. "Ho trovato il testimone chiave per la tua indagine!"

"Una scimmia," Beckett ripete, per essere sicura di aver capito bene. "Una scimmia è il mio testimone chiave." Prima il cane, poi questo... Beckett non è per niente contenta del tentativo di Castle di trasformare questo commissariato in uno zoo, e Iron Gates ne sarà ancora meno felice quando lo verrà a sapere.

"Correzione," dice Castle. "La scimmia." Pronuncia l'articolo determinativo con enfasi, Beckett può quasi vedere il corsivo che Castle avrebbe usato per riportare il dialogo in uno dei suoi romanzi. "La scimmia della vittima, il suo animaletto domestico. Noi pensavamo che fosse un gatto, ma il cibo per animali che abbiamo trovato era del tutto sbagliato. Così ho fatto qualche ricerca, e ho trovato questo piccolino nel parco vicino a casa sua."

Beckett non è per niente convinta che questo sia un animale domestico, non dal modo con cui si divincola e cerca di sfuggire dalla presa di Castle. "Bene, ottimo lavoro," dice, asciutta. "Chiamerò il controllo animali, saranno felici di prenderla in consegna e trovarle una nuova casa."

Dal disappunto di Castle, Beckett intuisce che stava già pensando di adottare lui la scimmia. "Non puoi mandarlo via, ti ho già detto che è il nostro unico testimone," dice. "È un testimone oculare del delitto, può identificare il nostro assassino!"

"Per farlo, dovremmo avere un sospetto in custodia," replica Beckett. Poi si rende conto che sta dando corda a Castle, e questa non è mai una buona idea. "Ma comunque sarebbe inutile, nessuna giuria prenderebbe sul serio la testimonianza di una scimmia."

L'animale le mostra i denti e si avvinghia al collo di Castle. Beckett non sa se abbia capito il senso delle sue parole o se abbia solo percepito l'ostilità del suo tono, questi dettagli di psicologia scimmiesca non le interessano.

"Chiama il controllo animale," Beckett ripete.

"Ma è il nostro testimone chiave!" Castle insiste.

Gli altri detective cercano di far finta di occuparsi degli affari propri, mentre sottobanco si scambiano banconote e scommettono su chi l'avrà vinta questa volta. Beckett si ricorda un tempo in cui lei aveva un lavoro normale circondata da persone normali che interrogavano testimoni normali. Il problema è che ormai un mondo del genere sembrerebbe noioso anche a lei.

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