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Titolo: Fotofobia
Fandom: Vampire Diaries
Personaggi: Damon
Parole: ~650
Rating: PG
Avvertimenti: vaghi spoiler per l'inizio della seconda stagione
Riassunto: Scene da una tipica nottata in Mystic Falls.
Beta: nessuno
Note: Scritta per la missione 1.2 ("oscurità") del COW-T @ [livejournal.com profile] maridichallenge; tradotta a uso e consumo del popolo non anglofilo. Nessun premio per indovinare in che squadra sono. Vorrei scrivere qualcosa in questa fandom tutte le settimane, ma Damon è difficile da scrivere, porca miseria! Non sono awesome abbastanza, sob sob.



Mystic Falls sembrava avere una scorta inesauribile di eventi sociali e festival, e tutti questi eventi sarebbero falliti miseramente se non fosse stato per il prezioso contributo di Damon. Almeno questa era stata la scusa che gli era stata data prima di venir reclutato per dipingere tacchini di cartapesta, o spostare scatoloni, o correggere il punch, o qualsiasi cosa gli fosse stato dato da fare stasera.

Stefan avrebbe dovuto apprezzarlo di più. Era così difficile far finta di essere un onesto membro della comunità invece di fare a pezzi la gola di qualcuno quando gli era stato chiesto cosa ne pensasse della loro festa a tema anni ottanta. Privatamente Damon, vampiro immortale di cent'anni e passa, era sopravvissuto agli anni ottanta e pensava che fossero stati una delle decadi più orripilanti della storia dell'umanità.

Ma Damon Salvatore, pilastro della comunità, non poteva dire di no quando il presidente del comitato d'organizzazione gli aveva chiesto di aiutare con i preparativi. Aiutava molto il fatto che il presidente fosse Caroline, che ultimamente aveva sviluppato una tendenza allarmante a ringhiargli contro. Specialmente quando lui cercava di essere sarcastico, cioè in continuazione. Damon sentiva la mancanza dei bei vecchi tempi in cui poteva costringerla a fare quello che le diceva. Era così simpatica, cosa le era successo? Sì, insomma, a parte l'ovvio fatto che era stata uccisa e trasformata in un vampiro.

Se la svignò non appena Caroline gli voltò la schiena, allontanandosi dalla musica e dalle conversazioni che riempivano la piazza. Caroline si sarebbe accorta della sua assenza immediatamente, se non l'aveva già sentito andar via, ma con un po' di fortuna era troppo impegnata per corrergli dietro. Damon era abbastanza sicuro che se avesse sentito un'altra canzone delle Bangles stanotte avrebbe ucciso qualcuno. E non stava parlando in senso figurato, quindi veramente era nell'interesse di tutti che se ne stesse andando.

C'erano un paio di poliziotti vicino alla loro autopattuglia, a controllare che nessuno stesse facendo casini. Non c'erano stati strani attacchi ultimamente, ma Liz era ancora in allerta per ogni segno di comportamenti sospetti. Nessuno diede fastidio a Damon, però, essendo lui un pilastro della comunità e tutto il resto. Si defilò nel buio ai margini della piazza.

"Sei andato via presto," Stefan fece notare quando Damon rientrò in casa. Non solo il suo fratellino era riuscito a evitare il festival, probabilmente aveva pure passato la serata a coccolarsi con Elena sul divano e a dirle quanto l'amava e che l'avrebbe amata per sempre. O qualcosa di altrettanto melenso e disgustoso. Era ancora spaparanzato dul divano, anche se la sua faccia da cucciolo felice era stata sostituita dalla sua faccia accigliata.

Damon si versò un bicchiere di liquore dalla bottiglia più vicina. "Sì, non era il mio tipo di festa," rispose, inclinando il bicchiere. Le tende di una finestra non erano state tirate, ma poteva vedere solo il suo riflesso nel vetro. Spense le luci con un rapido schiocco dell'interruttore. Fuori, gli alberi erano immobili e tutto sembrava calmo.

"Tutto a posto?" chiese Stefan, girandosi per lanciargli un'occhiata. Ancora la faccia accigliata. Damon poteva vederlo chiaro come il giorno. O anche più chiaro, dato che i vampiri erano famosi per avere problemi con la luce del giorno, nonostante i magici anelli stregoneschi anti-incenerimento-sotto-il-sole.

"Alla perfezione," Damon rispose scrollando le spalle. "Elena è ancora viva, nessuno ha cercato di uccidermi stasera, la vita è bella." Il problema non era che c'erano vampiri, lupi mannari e streghe in agguato nell'ombra. Quello era sempre stato inevitabile. Ma a un certo punto, Damon non era ben sicuro di quando, avevano iniziato a mettersi in agguato in pieno giorno. Con così tanti di loro in giro, era solo una questione di tempo prima che qualcuno avesse un incidente.

Damon sperava davvero di poter essere lui a causare l'incidente. Scolò il bicchiere e andò a dormire.

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